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Viale Giuseppe Mazzini 32 - 00195 ROMA

Tel. 06 322 33 83

Sacro Cuore di Cristo Re

La basilica del Sacro Cuore di Cristo Re, anche Tempio di Cristo Re, è una chiesa di Roma, nel quartiere Della Vittoria, in viale Mazzini. Fu realizzata a cavallo degli anni venti e trenta su progetto dell'architetto Marcello Piacentini, da alcuni considerata una delle sue opere più rappresentative, e costituì la prima applicazione dei canoni del moderni al panorama dell'architettura sacra romana.
L'impulso per una nuova chiesa per il quartiere Della Vittoria (già Piazza d'Armi) venne dal padre dehoniano Ottavio Gasparri con la fine della prima guerra mondiale. Inizialmente la chiesta doveva essere titolata Tempio della Pace in ricordo dei caduti della Grande guerra e come auspicio di pace universale.
Il progetto iniziale, affidato a Marcello Piacentini, prevedeva una costruzione in stile barocchetto che ricalcava nella planimetria lo schema delle chiese romane cinquecentesche. I lavori iniziarono nel maggio 1920 (1924 secondo altre fonti, per interrompersi alla morte di padre Gasparri nel 1929.
Con l'interruzione dei lavori, Piacentini, rivoluzionò il precedente progetto in chiave moderna, a partire dalla stessa pianta della chiesa che divenne a metà tra croce latina e croce greca. Pur mantenendo l'impostazione classicheggiante con un repertorio che partiva dall'antica Roma della facciata in forma di arco di trionfo, tipica del neo-monumentalismo piacentiniano, lavorò per semplificazione e spoliazione nell'ottica di un razionalismo italiano. Il risultato, tra l'esterno con materiali "romani", i mattoni a cortina fatti a mano e le finiture in travertino, e l'interno con cemento armato a vista, rappresentò una sintesi di rottura in chiave Novecento, dello stile revival classicheggiante ancora imperante all'epoca, esemplificato dalla neorinascimentale chiesa della Gran Madre di Dio di Cesare Bazzani, costruita negli stessi anni, 1931-1933, poco lontano dal Tempio piacentiniano.
Inaugurata nel 1934, la chiesa era già stata eretta a parrocchia da Papa Pio XI il 31 ottobre 1926 con la lettera apostolica Regis pacifici. Il 5 febbraio 1965, con la costituzione apostolica Sacrum Cardinalium Collegium, Papa Paolo VI le diede il titolo cardinalizio omonimo. Il 3 luglio dello stesso anno, Paolo VI, col motu proprio Recentioris architecturae, l'ha insignita del titolo di basilica minore.
La chiesa, a tre navate, presenta una pianta a metà tra croce greca e croce latina, con il transetto avanzato, sormontato da una cupola di 20 metri di diametro, per un'altezza di 36 metri. La navata centrale ha lunghezza di 70 metri. Caratteristici della chiesa, i due campanili gemelli leggermente arretrati rispetto alla facciata, caratterizzata dai tre portali, le cui proporzioni erano riprese da quelle degli archi trionfali romani. Il portone principale è sormontato da un altorilievo raffigurante il Sacro Cuore di Cristo Re di Arturo Martini. All'interno una Via Crucis di Alfredo Biagini e affreschi di Achille Funi.
La Chiesa possiede un concerto di 5 campane in Sib2 montate a slancio, della fonderia Bianchi di Varese. Le tre piccole sono nel campanile di sinistra e suonano le note: Fa3, Mib3 e Re3. Le due grandi sono nel campanile di destra e suonano le note Do3 e Sib2